Come apprendere [DAVVERO] una lingua straniera

 

Se stai leggendo è molto probabile che tu abbia il desiderio di comprendere e di parlare una nuova lingua e che abbia magari la convinzione che la cosa sia per te lunga, difficile, quasi proibitiva.

Ti capisco, è una sensazione diffusa. Per questo ho pensato di aiutarti a scoprire una delle migliori strategie per riuscire.

Voglio aiutarti a scoprire come ottenere risultati sorprendenti e duraturi, sicuramente adeguati al tuo desiderio, in un tempo più rapido di quanto tu abbia mai creduto.
Scoprirai un metodo che a poco a poco, passo dopo passo, ti permetterà di assimilare la lingua che desideri, in modo vivo, concreto, ben più pratico dello studio condotto in maniera teorica ed astratta su qualche libro di grammatica, come per l’apprendimento di una parlata morta.

Il mercato pubblicizza quotidianamente innumerevoli corsi di lingua, migliaia, potremmo dire per iperbole: suggerisce scuole, modalità, programmi non sempre realmente efficaci, ma soprattutto dalle caratteristiche poco attraenti, poco utili, addirittura poco chiare.
Sono sicura di poter affermare che almeno l’80% delle offerte reclamizzate sulle bancarelle virtuali sono del tutto inefficaci!

Studenti di tutte le età si trovano spesso a sprecare mesi, anni di vita utilizzando metodi lenti e inconcludenti, non raramente inadeguati, magari addirittura obsoleti.
Sperano di diventare esperti della lingua straniera che desiderano apprendere e si accorgono di non riuscire mai a comprenderla in modo sicuro e compiuto ed a parlarla in maniera fluente.

Voglio farti partecipe di un’esperienza personale.

Qualche anno fa ebbi l’occasione di conoscere una guida, una persona che è diventata per me un “Maestro di Vita”, un uomo veramente speciale, che continua a trasmettermi insegnamenti illuminanti e di grande utilità in ogni ambito dell’esistenza.
F.R. mi ha guidato “martellandomi” con un quesito capace di mettermi sistematicamente in crisi: «E tu, che cosa vuoi fare esattamente da grande?».

Pensaci bene anche tu, prova a darti una risposta, perché questo è uno degli interrogativi più importanti della nostra vita, anche se non ce lo poniamo mai!
Ogni volta che mi veniva rivolta questa domanda, mi trovavo a non sapere come rispondere…

Ho ricevuto per anni insegnamenti teorici e pratici che mi hanno permesso di entrare in profondità in me stessa, di imparare ad osservarmi per ciò che sono, di capire come funziono realmente.

Grazie a questo lavoro condotto su di me, ad un certo punto mi è sorto il desiderio di contribuire alla realizzazione di qualcosa di grande, che potesse aiutare anche persone che parlavano una lingua diversa dalla mia a ricevere i medesimi insegnamenti di vita che avevo ricevuto io.

Così ho maturato il bisogno di diventare una traduttrice professionista, trasformatosi presto in imprescindibile obiettivo!

 

 

Fin da quando ero bambina, mi sono sempre sentita attratta dall’inglese.

Sognavo di raggiungere il livello di un esperto madrelingua britannico, di poter parlare la lingua di Shakespeare in modo automatico, fluido, coerente, con una pronuncia impeccabile.
Per questo mi chiedevo spesso come poter raggiungere un livello così alto.

Le provai un po’ tutte.

Magari è capitato anche a te.
Volendo imparare l’inglese hai cominciato a comprare i classici libri di grammatica, li hai studiati con diligenza, hai eseguito gli esercizi suggeriti dal libro…

Dopo i primi passi che ti suscitavano una certa soddisfazione, dandoti l’impressione di cominciare a “camminare”, hai preso ad annoiarti, soprattutto rendendoti conto che i risultati che ottenevi non corrispondevano alle tue aspettative.

Tentavi di parlare, magari con te stesso, e ti capitava di non ricordare parole e strutture grammaticali, sentivi di essere lento, impacciato, ti chiedevi, senza possibilità di riscontro, se riuscissi ad essere corretto nel rispetto delle norme idiomatiche, appropriato nella scelta dei termini…

Insomma finivi per avvertire una distanza oceanica fra il tuo modo di parlare e quello di un abile madrelingua!

Tutte esperienze vissute di persona, che mi dimostravano che stavo perdendo tempo senza pervenire agli esiti prefissati, che disperdevo infinite energie in strategie scarsamente fertili, da cui raccoglievo poco o niente.

«Ci dev’essere un altro modo!…» pensavo, «Non è possibile che l’ostacolo sia insormontabile».

Nacque così la mia fruttuosa ricerca.

Iniziai con il chiedermi come impariamo “naturalmente” una lingua, come funzioni il processo di apprendimento del linguaggio parlato.
Pensai che i bambini che per lallazione balbettano espressioni e richiami che sono puri suoni senza convenzioni semantiche, arrivano a impadronirsi di parole, di significati, di strutture grammaticali, i cui semi sono geneticamente presenti nel nostro DNA, senza alcun libro, la cui lettura presupporrebbe peraltro la padronanza, o almeno un idoneo controllo, della lingua!
Pensai che essendo già in grado di usare il mio idioma nativo, partivo da una posizione di privilegio rispetto al bambino, potendo non solo fare uso delle primitive capacità naturali, ma anche del fatto che avevo imparato a comunicare oralmente, nonché a leggere ed a scrivere.

 

 

A leggere…
Mi venne in mente che avevo conosciuto una nuova strategia di lettura, denominata Lettura Tridimensionale, rapida, incisiva, dagli effetti profondi e persistenti sulle capacità mnemoniche, in grado di aiutarmi nell’eventuale uso di testi, e che più volte, lungo il percorso di crescita in cui ero impegnata con tanti ragazzi che come me desideravano conquistare una consapevolezza piena di sé e dell’esistenza, ero stata indotta a riflettere che l’apprendimento di una lingua non avviene tramite le nostre facoltà razionali.

Nel caso non ti fosse capitato di imbatterti in questo concetto o di approfondirlo, è opportuno dire che la mente razionale è essenzialmente:
– Logica
– Comparativa
– Limitata nello spazio di acquisizione delle informazioni (può contenerne dalle 5 alle 9 alla volta)
– Estremamente lenta

Insomma, non è decisamente la parte più adatta per apprendere e per servirsi di una lingua, perché parlare è un processo automatico, veloce, non frutto della parte logica!
La quale, guarda caso, è proprio quella che viene stimolata quando studiamo la grammatica con i classici libri di scuola.

Se utilizzassimo esclusivamente questa parte del cervello per parlare, probabilmente non diremmo più di venti parole al minuto: altro che parlare in modo fluente!

Parlare invece è un processo veloce, automatico, frutto di schemi acquisiti.
Infatti noi impariamo a parlare e parliamo grazie all’uso del cervello motorio, di gran lunga più rapido del cervello razionale.

Il cervello motorio è quella parte di noi che apprende i movimenti e li ripete, abilità delegate anche all’atto del parlare.

Fu straordinario, per me, venire a conoscenza che il cervello motorio apprende nuovi schemi in due modalità differenti:
– per imitazione esterna: -> vedo un movimento e lo riproduco più e più volte fino a che non lo
imparo;
– per imitazione interna -> mi immagino in modo estremamente vivido di fare un movimento, più e più volte, finché mi scoprirò capace di riprodurlo.

In poche parole capii in quel momento che, per apprendere una lingua, ciò che si deve fare è, soprattutto, lavorare sull’imitazione esterna e su quella interna.

Approfondendo la conoscenza di queste dinamiche, si scopre che per apprendere con l’imitazione esterna ci sono due “vie”:
– ascoltare il più possibile i parlanti nativi;
– imitare il madrelingua che parla, ripetendo alla stessa velocità, e un po’ alla volta con l’identica intonazione e con la medesima inflessione, ciò che dice.

Quest’ultima tecnica viene chiamata Shadowing e merita un approfondimento particolare.

 

 

La tecnica dello Shadowing

Questo metodo di apprendimento si basa sull’utilizzo dell’imitazione per apprendere una qualsiasi lingua, proprio come abbiamo inconsapevolmente fatto da piccoli con l’italiano: abbiamo ascoltato gli altri parlare, li abbiamo imitati, abbiamo interagito con loro.
Lo Shadowing ripercorre la medesima modalità.

Ecco i 4 semplici passaggi attraverso cui utilizzare questa tecnica e trarne il massimo profitto:

1. seleziona un video (della durata massima di 3 o 4 minuti, dove puoi inserire (o farti inserire) i sottotitoli in lingua;
2. lo avvii e ti sforzi di ripetere con la stessa velocità di chi parla ciò che viene detto, leggendo i sottotitoli;
3. ripeti per 7 volte lo stesso esercizio;
4. infine, non dimenticare di organizzare le successive sessioni di ripetizione, in modo da svolgerne almeno 3, da 20 minuti l’una, ogni settimana.

All’inizio la fatica sarà dura: l’audio scorrerà veloce e tu resterai indietro.
Troverai suoni difficili da riprodurre.
Ti sentirai impacciato e goffo.
Non capirai il significato di ogni singola parola che pronunci, ma andrà bene così.

Non importa essere subito perfetti: il bisogno di perfezione è nemico dell’apprendimento: riservalo a fasi successive.

Sgombra la mente, e impara a vivere il piacere di apprendere cose nuove.
Anche imparare solo 2 o 3 parole nuove al giorno è già un grande successo!

Se lavorerai con la giusta disposizione d’animo e seguirai con regolarità i suggerimenti appena letti, sperimenterai piccoli e grandi miracoli.

Se infatti sarai costante, dopo le prime 6 o 7 sessioni (segmenti temporali da venti minuti in cui lavorare sullo stesso materiale), accadrà la magia: avrai imparato con molta più disinvoltura a pronunciare le parole e le frasi .

Inizierai ad apprendere in modo intuitivo la struttura delle frasi e a non tradurre più in modo banalmente e scorrettamente letterale (pensa se un veneto dovesse tradurre in italiano la frase “so drio legere” e la rendesse con un “sono dietro leggere”!).

Inizierai a divertirti, a provare il gusto del nuovo, il piacere di apprendere, con lo slancio naturale di un bambino.
E sarà solo l’inizio…

In tal modo imparare una lingua straniera non diventerà solo un divertimento, ma sarà un’occasione importante per ampliare la tua cornice esperienziale, per sperimentare sulla tua pelle un nuovo modo di vedere la vita.

Già, perché ogni parlata porta con sé i punti di vista, le tradizioni, la cultura, il modo di vedere il mondo di una particolare area geografica, di una determinata popolazione.

Hai mai pensato perché noi diciamo “camminando sotto la pioggia” e gli Inglesi dicono “walking in the rain”?
Perché noi “sotto” e loro “dentro”?

Semplicemente perché nelle isole del Regno Unito i giorni piovosi sono quasi una costante, in cui la popolazione è immersa (dentro, in), mentre per noi sono “un accidente” che quasi ci sorprende, “sotto il quale” ci ritroviamo non certo abitualmente.

Apprendere una lingua non sarà nemmeno soltanto il risultato della volontà di espandere le proprie conoscenze e di allargare i confini delle proprie interrelazioni, ma insieme l’acquisizione di uno strumento per meglio identificarsi, mettere a fuoco se stessi, apprendersi guardandosi da una differente angolatura, con più vividi contorni di specificità, con più profonda consapevolezza delle proprie diversità e dell’arricchimento che può derivare dalle diversità degli altri, dall’ampliamento dei propri orizzonti.

Ti auguro con tutto il cuore di poter fare questa magnifica esperienza!

Non posso trascurare, in conclusione, di suggerirti che, se desideri come puoi imparare ad imparare, ovvero come puoi mettere a frutto l’enorme potenziale della tua mente per acquisire un ampio bagaglio di conoscenze, se vuoi sviluppare un fecondo rapporto con la parte più intelligente di te, il mezzo migliore è apprendere e praticare il metodo della Lettura Tridimensionale: te lo consiglio vivamente, perché costituirà l’inizio di un percorso di consapevolezza che ti porterà ad una sempre più profonda coscienza di te, fino a trasformarti in una persona sinceramente “straordinaria”, oltre ogni falsa enfasi di mercato.

Ti auguro un buon apprendimento e soprattutto di poterti divertire un mondo!

~ Diana

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